Il gabbiano reale Larus Michahellis
Ultimo aggiornamento: 7 agosto 2026, 17:10
La vita del gabbiano reale
Il gabbiano reale, specie protetta ai sensi della legge 157/92, è un uccello caradriforme appartenente alla famiglia dei Laridi; nidifica da aprile a luglio, presso scogliere e isole. Pur essendo uccelli di mare, diverse colonie vivono su grandi laghi o si cibano nell'entroterra. Si tratta di uccelli di mare con ali lunghe e becchi robusti, a volte leggermente adunchi. Le ali sono solitamente di colore bianco, grigio o nero e nei giovani anche marrone. I giovani impiegano tre anni prima di raggiungere la livrea d'adulto. In questa fase cambiano sia i colori delle penne che quelli del becco, delle zampe e degli occhi. Solitamente i gabbiani vivono in colonie, nidificano lungo le coste o in zone umide e acque interne. La dieta è onnivora: è uno “spazzino” per ogni rifiuto commestibile. Preda anche gli altri animali ed i nidi degli altri uccelli. L'inurbamento progressivo dovuto ai maggiori scarti alimentari ha portato a conseguenze poco gradite, come una maggiore loro aggressività.
La convivenza con i gabbiani e le problematiche
La presenza del gabbiano reale in ambiente urbano può determinare alcuni “problemi di convivenza” con i cittadini:
- imbrattamento di tetti, edifici, monumenti;
- disturbo e rumore, anche nelle ore notturne;
- ostilità nei confronti degli “intrusi”;
- interazioni presso le discariche dei rifiuti urbani
Cosa fa il Comune
A partire dal 2011, al fine di contenere i disagi causati dal gabbiano reale, soprattutto nel periodo estivo, venne predisposto dall’Ente, in accordo con il Protocollo ISPRA-Provincia, un Piano annuale di Contenimento della popolazione di Gabbiano Reale.
Con il coordinamento della Provincia e il supporto tecnico del Centro Ricerche Marine, nella primavera 2011, venne realizzato un percorso formativo per l’abilitazione dei coadiutori da impegnare nella fase esecutiva del piano, con il compito di rimuovere i nidi in fase precoce, nonché rimuovere o irrorare con olio o lacca per capelli le uova eventualmente presenti, al fine di impedirne al fecondazione. I piani adottati negli anni successivi, in attuazione del protocollo tecnico sottoscritto il 7 settembre 2015 da ISPRA e Provincia circa le azioni di contenimento delle popolazioni di specie selvatiche problematiche, valido fino al 31 dicembre 2018, ricalcavano di fatto le misure fino ad allora già previste nei piani adottati dall’Ente.
I risultati ottenuti nell’ultimo periodo non hanno corrisposto al notevole impegno, anche economico, da parte dell’Ente, che ha sempre agito in maniera isolata rispetto agli altri comuni della costa.
Il piano approvato dalla Giunta Comunale lo scorso anno, il cui contenuto ricalcava quello degli anni precedenti, è purtroppo rimasto sulla carta, essendo venuto a decadere, il 31 dicembre 2018, il sovraordinato Piano di controllo della fauna selvatica, la cui approvazione compete alla Giunta Regionale.
Nel frattempo, anche quest’anno, il Comune di Cesenatico, con propria deliberazione di Giunta, 61/2022, ha approvato le misure di contenimento che si vorrebbero attuare nell’anno, da assoggettare ad autorizzazione da parte del competente organo regionale quando il nuovo protocollo diventerà operativo.
Cosa può fare il cittadino: Limitare i luoghi di nidificazione e sosta sugli edifici
Si tratta di un metodo incruento da impiegare secondo precisi accorgimenti, al fine di impedire l’atterraggio dei gabbiani e la facile costruzione del nido.
Su superfici lineari di piccole dimensioni (filo di gronda dei tetti, linee di colmo, cornicioni, comignoli) è possibile installare “dissuasori d’appoggio” meccanici (p.e. punte in acciaio inossidabile).
Per impedire l’accesso su tetti, terrazzi o altre strutture si suggerisce di:
- posizionare reti a maglia quadrata in polietilene o metallo con spaziature non superiori a 50cm;
- posizionare “reti ornitologiche antintrusione” in polietilene o metallo, a maglia 10x10 o 15x15cm;
- nelle aree non residenziali, è possibile installare deterrenti acustici (petardi, richiami di allarme): il limite di questi sistemi è l’assuefazione, che si può sviluppare nei gabbiani anche in tempi rapidi.
Nelle situazioni più critiche (presenza dei piccoli presso i nidi), a coloro che devono accedere ai tetti (es. muratori, installatori di antenne), si consiglia di indossare un caschetto di protezione.
Evitare la distribuzione di cibo o scarti alimentari
Anche con questa azione si interviene sulle risorse ambientali, cercando di limitare l’innaturale quantità di cibo che l’uomo mette, volontariamente o meno, a disposizione dei gabbiani.
Una semplice legge ecologica indica che “meno cibo=meno individui”.
E’ importante sapere che il cibo generalmente distribuito, come il pane e al pasta, è poco nutriente (povero di sali minerali e di vitamine) e pertanto crea squilibri alimentari.
Troppo cibo significa una qualità della vita scadente per gli stessi gabbiani.
E’ bene evitare che i gabbiani diventino troppo confidenti: non dare cibo durante le traversate o le gite in barca.
Controllare sistematicamente la filiera di raccolta dei rifiuti urbani per assicurarsi che i gabbiani non possano alimentarsi nei cassonetti o in altri punti di raccolta o smistamento dei rifiuti, in particolare nell’area portuale e del mercato ittico, attraverso il coinvolgimento diretto degli operatori del settore al fine di scongiurare il facile reperimento degli scarti del pescato. Stessa attenzione dovrà essere rivolta ai mercati alimentari all’aperto o altre manifestazioni con produzione di scarti alimentari.